LA SINDROME DEI MARITI MALEVOLI

 

 

Ieri pomeriggio, avevo appuntamento con una mia carissima amica per un aperitivo in uno dei posti più belli del mondo.
La mia amica era stravolta e sapendo di cosa mi occupo, mi ha chiesto consiglio su una cosa che le sta molto a cuore. Diciamo che l’aperitivo non è stato condito da chiacchiere piacevoli e mi sono trovata a parlare di ciò di cui scrivo ultimamente.

Insomma, la mia amica è un’insegnante di matematica di una scuola media statale, situata in una bellissima zona della città in cui viviamo.

La settimana scorsa ha avuto i colloqui pomeridiani con i genitori dei suoi alunni. Si è presentata una mamma, che lei aveva già conosciuto in precedenza in un altro colloquio, fine e di bell’aspetto.

Quando la mia amica le ha detto di aver notato un cambiamento nel figlio, sia nel rendimento scolastico, sia nell’atteggiamento, entrando nei particolari e facendo alcuni esempi, la madre dell’alunno improvvisamente ha iniziato a piangere e le ha confidato di avere gravi problemi in casa, legati al rapporto con suo marito. Aveva sperato che il figlio non venisse coinvolto in queste problematiche, invece, evidentemente, lui ne soffriva molto.

La cosa, mi raccontava la mia amica, sarebbe finita lì se non le fosse accaduto di incontrare pochi giorni dopo la donna in un supermercato della zona: il suo bel volto era mascherato da occhiali neri enormi, che però non riuscivano a nascondere dei grossi lividi.

In una discussione poi degenerata, era stata picchiata a sangue dal marito. Si vergognava da morire del suo stato e cercava di nascondere in ogni modo i segni.

Ebbene la mia amica mi diceva di essere sconvolta, di aver provato, alla vista di quel volto deturpato, un odio terribile verso il marito della donna che lei nemmeno conosceva personalmente, un odio di cui non riusciva a liberarsi nemmeno ora, dopo giorni dall’incontro.

Un odio che non aveva mai conosciuto. In effetti suo marito è una persona splendida, un padre affettuoso, con pregi e difetti, che si arrabbia, che litiga, che fa pace, che ride, che gioca, insomma un uomo normale.

Un uomo che non ha mai alzato un dito su di lei, neanche nei peggiori litigi, che sono comuni a qualsiasi coppia. Un uomo che ha rispetto di lei come persona, che la ama e la stima.

Anche tra le coppie di amici che frequenta, sì ci sono quelle più stabili, quelle con maggiori problemi relazionali, ma mai nessun amico ha mai alzato un dito sulla moglie.

La mia amica frequenta un mondo normale, bello, fatto di gioie e di dolori.

Non si era mai incontrata col dolore della violenza, che in fondo l’aveva solo sfiorata attraverso quella povera madre del suo alunno.

Non si era mai interessata più di tanto alla mia attività, ai miei racconti, pensando che quelle ‘brutte cose’ appartenessero ad ambienti degradati e lontani.

“Come fai a superare l’odio? Come fanno le donne che conosci a resistere all’odio? Se accadesse a mia figlia, se qualcuno un giorno dovesse ridurla così, credo che ammazzerei quella persona!”

Questo mi ha detto la mia amica ed io l’ho guardata quasi stupita perchè so che è cristiana fino alle midolla.

E ho pensato ad ogni giovane donna che ho conosciuto, che ha ricevuto botte e botte e botte. Ad ogni donna che deve lottare per essere creduta, che deve superare l’odio, perchè se odia non rinasce, non può ricominciare a vivere.

Avrei dovuto spiegarle le mille cose che lei non ha mai voluto ascoltare e che ora era così urgente per lei conoscere.
Avrei dovuto, ma non l’ho fatto, ero stanca, ogni violenza che era passata sul corpo delle donne violate, sembrava quasi poggiarsi su di me.

So cosa sia l’odio di cui parla la mia amica. Ogni volta che mi trovo con una donna violata, provo la grande tentazione di rispondere con la violenza alla violenza. Ma so anche che l’odio va superato, che la vera forza sta nell’insegnare alle donne che la vita non finisce qui, nella cloaca della violenza maschile, ma che si ricomincia, dopo aver curato le ferite, facendosi aiutare ed appoggiandosi senza vergogna a chi in quel momento è più forte di te.

L’aperitivo ieri non era eccezionale come gli altri giorni, il meraviglioso panorama mi sembrava meno splendente. Tornata a casa ho deciso di mettermi a tavolino ed inventare UNA NUOVA SINDROME: LA SINDROME DEL MARITO MALEVOLO.

Dopo aver scritto MADRI MALEVOLE, titolo ironico alquanto, ho deciso che non potevo non occuparmi dei mariti malevoli.

Il termine ‘malevolo’ significa: colui che vuole fare del male. Ebbene si può applicare al marito che fa del male, molto male.

Ebbene da oggi c’è una nuova sidrome. Che c’è di male in fondo? Anche la sindrome di PAS, Gardner l’ha inventata a tavolino e, se leggeste come la stanno abbellendo e infarcendo i novelli GARDNER!!! Una bellezza. Oh, poi funziona ai tribunali, ci credono!!! Non ha alcuna valenza oggettiva a livello psichiatrico, ma vedeste come la usano bene alcuni ctu e operatori sociali!!!

E’ nata a tavolino anche la sindrome della madre malevola, e allora perchè non inventare la SINDROME DEL MARITO MALEVOLO? Non è difficile, perchè in fondo non è un’invenzione, ormai è dimostrato che i mariti violenti sono malevoli.

Potrei farmi affiancare da un grande nome nel campo della psicologia, potrebbe uscirne una teoria con i fiocchi e contro fiocchi.

SINDROME DEI MARITI MALEVOLI: suona bene….

Ci penserò. E’ un’idea.

Intanto un abbraccio forte a tutte le donne che sono state violate con l’augurio di poter ritornare a sorridere e a credere e a sperare.

Flo il direttore

http://mammecoraggio.wordpress.com/2010/04/25/la-sindrome-dei-mariti-malevoli/?preview=true&preview_id=369&preview_nonce=130dfaec69

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